Un luogo pieno di storia…menzionata all’interno dell’Odissea, come un approdo, dal quale non si sarebbe mai piu’ ripartiti a causa di una non ospitale presenza che trasformava gli incauti visitatori in maiali.

Ancor oggi effettivamente  si presenta come un ambiente difficile da vivere, percorrere ma sopratutto da affrontare in pesca.

La struttura dell’Isola, ha una conformazione tale da permettere solo a chi possiede gia’ un minimo di esperienza in scogliera, o comunque una certa praticità con passaggi e superfici a limite della praticabilita’, di poter affrontare questi luoghi.

Versanti che presentano pendenze superiori alla  linea di natural declivio, tratti di scogliera interamente caratterizzati da rocce viscide e scivolose in prossimita’ del mare, quando e’ possibile accedervi.

Molte particolarità sono presenti sotto il pelo dell’acqua…

Dopo ore di ricerca a vuoto, nonostante le perfette condizioni meteo-mare ed i vari spot si presentino con un estetica incredibilmente adatta alla loro presenza, si viene a conoscenza della assenza di spigole e pesci serra, elemento che lascerebbe presagire, qualche limite nella pesca con gli artificiali da terra. Necessario dunque scendere in acqua per capire quale e’ il passaggio mancante. In realta’ durante i primi sopralluoghi subacquei, ci rendiamo subito conto che a compensare l’assenza dei predatori piu’ usuali,  è presente una specie, tanto ambita quanto difficile da ingannare. Qualche esemplare che supera i 5kg, e’ stato avvistato anche nei primi metri d’acqua.

Si cambia dunque strategia, non piu’ cercare in mezzo a rocce basse, pozze o in prossimita’ di muri rocciosi… Si passa al setaccio di alcuni punti con grande caduta batimetrica, battendo sia  gli strati superficiali che a fondo con qualche jig.

I risultati non si fanno attendere…

Purtroppo non e’ arrivata la cattura big di quelle che speravamo, ma in compenso, le ricerche mirate hanno portato 2 piccole cernie brune, sempre complicate da tirar fuori e molto soddisfacenti se le si riesce ad ingannare con un esca finta! La cernia e’ un pesce che spesso si puo’ incontrare durante l’apnea, incredibilmente curioso, ti sorveglia fin quando non oltrepassi la sua distanza di sicurezza, allora puo’ rimanere a guardarti qualche secondo in piu’ o improvvisamente svanire nel nulla senza piu’ lasciare traccia…!!

La dimensione di questi pesci, che possono raggiungere dimensioni sproporzionate, e’ evidentemente ancora troppo ridotta. Pertanto, per la nostra cena dovremo ancora impegnarci, ed ovviamente viene effettuato il rilascio come chiunque dovrebbe fare con pesci di questa taglia…del resto non verrebbe il sugo nemmeno per una persona!!

Guardarle svanire in verticale negli abissi…non ha prezzo!!

Altro spot, una coppia di pesci dalla forma affusolata, insegue l’esca, probabilmente barracuda dato che anche il tramonto si avvicina.

Secondo lancio, sullo stop and go, ecco il morso, ferrata e partenze abbastanza sostenute ci divertono con scodate in superficie, e fughe verso il fondo. C’e un fondale di almeno 25metri sotto i nostri piedi, e nessun ostacolo di fronte, il pesce e’ libero di sfrizionare e stancarsi…

Il pesce sfinito e ferito gravemente dalle ancorette, finisce servito per la cena, vista anche la taglia!!

Scendono le tenebre, gli spostamenti lungo lo spot iniziano a diventare difficili e molto pericolosi. L’uso della lampadina da testa aiuta, ma in condizioni di mare totalmente calmo rischiano di far andare via le ultime chances di fare un altra cattura… Bisogna concentrarsi su una postazione comoda e che sia la migliore da fermi. Ci si sofferma allora su una roccia che fa ad angolo, avendo così la possibilita’ di lanciare con un raggio d’azione di quasi 270°.

Si Insiste lanciando quanto piu’ lontano sia concesso dall’attrezzatura, nel tentativo di intercettare qualche pelagico obbligato a passare da li’. Ormai e’ quasi buio, spostamento laterale per effetture gli ultimi svogliati lanci paralleli alla linea di costa, direzionati sotto la postazione di qualche istante prima…facendo attenzione ad una buca di un metro quadrato posizionato a circa 2metri e mezzo da me, ormai l’artificiale e’ passato, rischio incaglio superato…ma proprio dalla buca in questione, da li dentro, con la stessa violenza dell’attacco di una spigola in tana, salta fuori praticamente come fa’ il coccodrillo in agguato con lo gnu incauto che che si rinfresca nel fiume…Lampi argentei, nell’oscurita’…

….lotta quasi al buio, ma alla fine deve arrendersi…

Luoghi, inospitali, ma se affrontati con le le giuste precauzioni in pesca, possono dare ottimi risultati. 

Meta dei prossimi viaggi in Mediterraneo.

Etna Spinners – 2012Un luogo pieno di storia…menzionata all’interno dell’Odissea, come un approdo, dal quale non si sarebbe mai piu’ ripartiti a causa di una non ospitale presenza che trasformava gli incauti visitatori in maiali.

Ancor oggi effettivamente  si presenta come un ambiente difficile da vivere, percorrere ma sopratutto da affrontare in pesca.

La struttura dell’Isola, ha una conformazione tale da permettere solo a chi possiede gia’ un minimo di esperienza in scogliera, o comunque una certa praticità con passaggi e superfici a limite della praticabilita’, di poter affrontare questi luoghi.

Versanti che presentano pendenze superiori alla  linea di natural declivio, tratti di scogliera interamente caratterizzati da rocce viscide e scivolose in prossimita’ del mare, quando e’ possibile accedervi.

Molte particolarità sono presenti sotto il pelo dell’acqua…

Dopo ore di ricerca a vuoto, nonostante le perfette condizioni meteo-mare ed i vari spot si presentino con un estetica incredibilmente adatta alla loro presenza, si viene a conoscenza della assenza di spigole e pesci serra, elemento che lascerebbe presagire, qualche limite nella pesca con gli artificiali da terra. Necessario dunque scendere in acqua per capire quale e’ il passaggio mancante. In realta’ durante i primi sopralluoghi subacquei, ci rendiamo subito conto che a compensare l’assenza dei predatori piu’ usuali,  è presente una specie, tanto ambita quanto difficile da ingannare. Qualche esemplare che supera i 5kg, e’ stato avvistato anche nei primi metri d’acqua.

Si cambia dunque strategia, non piu’ cercare in mezzo a rocce basse, pozze o in prossimita’ di muri rocciosi… Si passa al setaccio di alcuni punti con grande caduta batimetrica, battendo sia  gli strati superficiali che a fondo con qualche jig.

I risultati non si fanno attendere…

Purtroppo non e’ arrivata la cattura big di quelle che speravamo, ma in compenso, le ricerche mirate hanno portato 2 piccole cernie brune, sempre complicate da tirar fuori e molto soddisfacenti se le si riesce ad ingannare con un esca finta! La cernia e’ un pesce che spesso si puo’ incontrare durante l’apnea, incredibilmente curioso, ti sorveglia fin quando non oltrepassi la sua distanza di sicurezza, allora puo’ rimanere a guardarti qualche secondo in piu’ o improvvisamente svanire nel nulla senza piu’ lasciare traccia…!!

La dimensione di questi pesci, che possono raggiungere dimensioni sproporzionate, e’ evidentemente ancora troppo ridotta. Pertanto, per la nostra cena dovremo ancora impegnarci, ed ovviamente viene effettuato il rilascio come chiunque dovrebbe fare con pesci di questa taglia…del resto non verrebbe il sugo nemmeno per una persona!!

Guardarle svanire in verticale negli abissi…non ha prezzo!!

Altro spot, una coppia di pesci dalla forma affusolata, insegue l’esca, probabilmente barracuda dato che anche il tramonto si avvicina.

Secondo lancio, sullo stop and go, ecco il morso, ferrata e partenze abbastanza sostenute ci divertono con scodate in superficie, e fughe verso il fondo. C’e un fondale di almeno 25metri sotto i nostri piedi, e nessun ostacolo di fronte, il pesce e’ libero di sfrizionare e stancarsi…

Il pesce sfinito e ferito gravemente dalle ancorette, lacerato nele branchie, sarebbe finito comunque servito per la cena, data la sua taglia!!! 

Scendono le tenebre, gli spostamenti lungo lo spot iniziano a diventare difficili e molto pericolosi. L’uso della lampadina da testa aiuta, ma in condizioni di mare totalmente calmo rischiano di far andare via le ultime chances di fare un altra cattura… Bisogna concentrarsi su una postazione comoda e che sia la migliore da fermi. Ci si sofferma allora su una roccia che fa ad angolo, avendo così la possibilita’ di lanciare con un raggio d’azione di quasi 270°.

Si Insiste lanciando quanto piu’ lontano sia concesso dall’attrezzatura, nel tentativo di intercettare qualche pelagico obbligato a passare da li’. Ormai e’ quasi buio, spostamento laterale per effetture gli ultimi svogliati lanci paralleli alla linea di costa, direzionati sotto la postazione di qualche istante prima…facendo attenzione ad una buca di un metro quadrato posizionato a circa 2metri e mezzo da me, ormai l’artificiale e’ passato, rischio incaglio superato…ma proprio dalla buca in questione, da li dentro, con la stessa violenza dell’attacco di una spigola in tana, salta fuori praticamente come fa’ il coccodrillo in agguato con lo gnu incauto che che si rinfresca nel fiume…Lampi argentei, nell’oscurita’…

….lotta quasi al buio, ma alla fine deve arrendersi…

Luoghi, inospitali, ma se affrontati con le le giuste precauzioni in pesca, possono dare ottimi risultati. 

Meta dei prossimi viaggi in Mediterraneo.

Etna Spinners – 2012