L’attrezzatura per le tecniche di pesca in movimento, deve avere caratteristiche di essenzialita’, leggerezza e comodita’, per rendere l’azione del pescatore quanto piu’ efficace e sicura possibile.  

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Nello spinning, ad esempio, che sia esso d’azione, estremo, d’esplorazione e di sopravvivenza, il denominatore comune è la dinamicità dello Spinner.  Infatti, sia che si debbano esplorare lunghi tratti sconosciuti di scogliera, che si debbano indossare dei dispositivi di sicurezza supplementari o che si debbano trascorrere piu’ ore senza il contatto con la civilta’, quindi con la necessita’ di portare al seguito’ attrezzature e viveri supplementari (es. tende ed acqua potabile), la possibilita’ di ridurre di qualche kg, il proprio equipaggiamento e’ fondamentale. 

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Uno Strumento che si e’ rilevato utilissimo nelle descritte situazioni, per le sue caratteristiche e’ stato un particolare boga plastico, prodotto oltreoceano, ma distribuito in Italia da SSTacke.

Questo attrezzo, molto utile nell’equipaggiamento base del pescatore a spinning, consente di:

1) essere sempre a portata di mano e pronto all’uso, grazie al suo peso di 150gr, alla gallegiabilita’ ed alla visibilita’ al buio per le versioni Fluorescenti.

2) afferrare e maneggiare agevolmente, pesci con una pericolosa dentatura, quali: Pesce serra, barracuda, dentice, palamita, ecc, ed evitare il rischio di ferite provocate accidentalmente da ami ed ancorette dell’artificiale ancora conficcate nel pesce mentre si dimena;

3) trattare il pesce, escludendo o limitando l’utilizzo delle mani per accelerare le operazione di slamatura e fotografia in vista del rilascio.

Inoltre, in particolare il fishgrip in favore della pratica del catch and release, grazie alla forma della pinza in corrispondenza dell’estremità che afferra l’apparato boccale del pesce, larga e con una maggiore superficie di presa, evita la perforazione che spesso si verifica con i classici boga metallici.

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Una piccola ricciola, una ”cavagnola” liberata solo dopo 20min trascorsi a verificare la ripresa del pesce, in una pozza ossigenata. prontamente rilasciata.

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In determinate situazioni, in cui ci si puo’ trovare quando si viaggia, il pescato puo’ rappresentare il proprio sostentamento, forse l’unico. Durante una spedizione di pesca di sopravvivenza o un viaggio all’estero, tenendo presente, il numero di cicli riproduttivi effettuati, le misure minime consentite dalla legge, e sopratutto il buon senso, può essere ammesso il trattenimento di un pesce.  Per tutto il resto, EtnaSpinners, sostiene attivamente la pratica, del rilascio delle prede.  

Tuttavia, va detto, che il Catch and Release, per essere praticato correttamente, deve tener conto di accorgimenti fondamentali.  Il pesce deve risultare ancora in vita, ed in condizioni di evidente buona saluta, oltre ad essere in grado di ritornare a nuotare ed ossigenarsi regolarmente.  Rimettere il pesce in acqua, infatti e’ solamente l’atto conclusivo di tutta una procedura che richiede molta attenzione, specialmente con pesci di piccola taglia.

Momentaneamente ricordiamo soltanto che la temperatura corporea dei pesci, corrisponde in linea di massima con la temperatura dell’acqua marina in cui nuotano. Il contatto diretto con la nostra pelle, per loro equivale ad una forte ustione.

Un Barracuda mediterraneo, attaccato durante il combattimento, da un altro predatore, probabilmente un suo simile.