Un angolo di paradiso terrestre, una settimana di pesca e relax, qualche uscita alle 4 di mattina e tantissime palme da Cocco…

 

Questi erano i presupposti, e cosi’ fu.

 

 

Appena arrivato al villaggio, mi ritrovo nei pressi di una lingua di sabbia, che a causa dell’escursione della Marea Indiana che puo’ variare anche di 5metri ogni 6 ore, a volte e’ presente ed a volte no!

 

Sopralluogo sullo spot, all’estremita’ della lingua di sabbia, che oltretutto presenta un taglio di correnti abbastanza vistoso, all’alba sara’ battutina obbligatoria!!

Orari completamente diversi dai nostri, riesco a svegliarmi in tempo per l’aurora. Inizio istintivamente ad effettuare un paio di lanci al classico spinning ”Italiano” con minnow e roba simile, per sondare la presenza di predatori, ed effettivamente inzio ad avere qualche bella risposta, nonostante il bassissimo fondale sabbioso. Un paio di allamate e brevi combattimenti, e capisco subito di avere a che fare con i tanto attesi carangidi!! Cambio strategia, facendo un po’ di rumore in top water, ed appena rimesso un bel jerk, arriva il primo attesissimo Blackfin Trevally!

 

 

 

E qualche altro strano pesciolino locale…

Le mattine seguenti si esce in mare con dei ragazzi locali, possessosi di piroghe in legno e in vetroresina, alla ricerca di qualcosa di piu’ sostanzioso…
Lo skipper mi parla di traina, ma non conosce ancora la parola…SPINNING..!!!
Si intravedono dei gabbiani in lontananza, perfetto, mangianze tropicali!!!

 

Si parte…

 

 

 

 

 

 

 

Ne arrivano altri..

 

 

Bonito indiani poderosi nel combattimento con attrezzature leggere!!!
Durante questo viaggio e’ stato effettuato il test di una canna prodotta in Sicilia interamente assemblata a mano con tiratura limitata a pochi pezzi, realizzata appositamente per Etna Spinners e l’impiego durante i viaggi in acque Oceaniche, e la ricerca di prede maggiori del Mediterraneo.

 

Con un Bonito piu’ piccolo, prepariamo un innesco vivo, tanto di cavo d’acciaio, ma passano appena 2 minuti quando tutto viene letteralmente distrutto da una gran botta sui 20metri di profondita’.

 

 

Una aguglia maggiore indiana agganciata dalla coda, per chiudere in bellezza, mi afferra il piede con i suoi infiniti denti, la bocca sembra quella di un piccolo alligatore,  mollandolo solo dopo aver preso la sua vendetta! Per una degna fine da combattente, poi e’ terminata arrosto per la cena…Eccezionale!!

 

 

 

 

I pesci, qui sono molto cattivi, anche i grufolatori ogni tanto tentano un assaggino….

 

 

E poi quando si scende in acqua, si fanno degli incontri davvero speciali…

 

 

Niente Pescioni da record anche a causa del poco tempo a disposizione per la pesca, ma tantissimo divertimento, grazie a dei pesci differenti, quelli tropicali, che possiedono forza, aggressivita’ e tenacia, di gran lunga superiore ai predatori Mediterranei a cui siamo abituati!! Cio’ nonostante, gli artificiali utilizzati di marca italiana, hanno retto bene il confronto.

E’ d’obbligo fare presente che l’attrezzatura leggera da spinning che si utilizza in Mediterraneo, potrebbe risultare in molti casi inadeguata, primi tra tutti il terminale ed il trecciato in bobina. L’ usura a cui viene sottoposto un filo, nella bocca di qualsiasi predatore Indiano non permette diametri inferiori allo 0.50 (in caso di spinning leggero). Per non parlare di tutto cio’ che deve realmente sostenere il combattimento con il pesce: Mulinelli, moschettoni, ami e quant’altro, mai lesinare su questa attrezzatura.

E’ in preparazione la prossima partenza nella quale si passeranno 5 giorni tra pesca ed avventure (spinning, Jigging) dormendo e mangiando direttamente sui luoghi di pesca ed in Barca.  Il numero di partecipanti si chiudera’ a n.4 pescatori + 1 guida.

 

Continua al Report: ”Jigging nel Canale di Mozambico