Ultimo giorno in Madagascar. Si calma il mare nel Canale di Mozambico. Partenza in nottata, per sole 6ore di pesca.  Si decide di partire…55miglia da percorrere, per la sola andata.

A meta’ strada, con le prime luci dell’alba, incontriamo esplosioni di mangianze su chilometri quadrati di superficie marina attorno a noi!! Dopo ripetuti tentativi, escono fuori un paio di piccoli tonnetti, che utilizzeremo poi per innesco vivo, una volta arrivati sul banco.

Arrivati, si vede chiaramente il fondale, siamo sui venti metri!!! Si inizia subito a trainare, con dei kona e degli inneschi di tonnetto….

Subito l’incontro con il Great Barracuda Indiano, che verra’ impiegato come esca, per altri predatori. In particolare, la prima operazione che viene fatta sul pesce, e’ quella di asportare la parte centrale del ventre,  la zona piu’ bianca, per farne un salsicciotto fluttuante da trainare.

Il target e’ il Pesce vela, famoso rostrato caratterizzato dalla grande spina dorsale, simile appunto ad una vela…

Arrivano altri 2 barracuda,  rilasciati contro la volonta’ del marinaio, che, date le sue apprezzatissime carni, ne avrebbe fatto la cena del giorno stesso e del successivo, per se e la famiglia…

Poi…

Un barracuda un po’ piu’ cresciuto viene a farci visita…

Successivamente, alcuni vela si fanno vivi, con 2 slamate e inseguimenti in superficie…ma nulla di fatto per le prime 2h…

Prendo in mano la situzione e contro la volonta del capitano, Guida di Pesca Francese, decido di cambiare tecnica di pesca: si passa al Vertical Jigging, tecnica alla quale sono piu’ avvezzo, dovendo gestire delle esche artificiali.

Nel frattempo, il marinaio, scendendo dei bollentini a mano, con pezzi di carne innescati, sale su un pesce dietro l’altro, ma dopo le scene precedenti, nasconde tutto furtivamente dalla mia vista!!!   Ogni tanto lo colgo in flagrante, prendendo i suoi pesci, ma solo per qualche foto colorata!

Si salta dalla batimetrica dei 2000m, alla batimetrica dei 70, poi tornare ai 20 metri…

Poi improvvisamente vedi tuo padre, che effettuava una calata ogni 30minuti,  con la canna completamente piegata, la frizione che canta a strattoni, e lui stesso esclamare parole non decifrabili, miste tra un grido di avvertimento ed una richiesta di aiuto…  Dopo aver fatto il giro completo di tutta la poppa dell’imbarcazione, il pesce decide di mollare la presa e tornare a casa…!

Io continuo con buoni ritmi tra slamate e qualche risultato…

Il tempo sta per scadere, ultimo spostamento su un salto batimetrico da 50 a 70 metri, a tempo ormai scaduto, ultime jiggate, prima di dover necessariamente rientrare, su una discesa dell’artificiale, al chiudere dell’archetto, metto la lenza in tensione ed incontro il muro, quel muro che solo dopo 4 ferrate energiche, si rende conto di avere un umano sull’altro capo del filo….Partenza furiosa, frizione che trilla a scatti, sono testate, inizia a spostarsi ruotando alla mia destra…

purtroppo, non riesco a gestire al meglio la situazione…gran bollata a 30 metri da me, in superficie…e Ciao…

Il Capitano, un gran bastardone lupo di mare, esclama….”QUESTO ERA TUO PESCE”, ”DENTE DI CANE”, ”TONNO”, frase che mi si ripercuote come il rombo di un Harley Davidson a pochi passi, dentro il cervello…

Lui si riferiva al Dogtooth tuna, Tonno Dente di Cane, Specie di predatore comune in questi mari, e che ci aspettavamo dalle prime calate…pesce stimato sui 40kg, data la partenza, la flessione della canna…incontrollabile…

Dopo le sole 6ore di pesca, lascio quel luogo assurdo ed imprevedibile, con addosso un sentimento contrastante…leggermente sconfitto per le prede XXL fuggite ed il poco tempo a disposizione, ma felice di aver conosciuto e vissuto, queste emozioni cosi’ forti, in un cosi’ breve lasso di tempo!!

A breve torneremo in quei luoghi,  impiegando in pesca una settimana intera….e tenendo sempre a mente quella frase…”QUESTO ERA TUO PESCE”….