Islas Canarias.  7 microclimi differenti, in una sola isola li avete mai visti?  Ebbene si, qui si passa dalla steppa desertica, al bosco fitto, percorrendo poco piu’ di 3km, dal clima di Alta Montagna all’afa Africana in soli 15min di auto!

Dopo un paio di giorni di studio, si inizia ad inquadrare il luogo. Isola di Tenerife, spiagge bellissime, divertimento e relax in tutte le sue forme. Bellissime discoteche, locali, vita notturna ed attrazioni di tutti i generi, fanno da padrone in un terra ”massacrata” dal turismo di massa, e caratterizzata da un flusso turistico, spaventoso. Eccellente per chi oltre ad immergersi nella vita notturna, vuole provare l’emozione dello Spinning Estremo in Atlantico.  Purtroppo di naturale ed incontaminato, ormai e’ rimasto ben poco, pero’ sotto una buona guida, si possono raggiungere i giusti angoli di paradiso.

Dopo un paio di battute a vuoto, ecco il primo Abadeo o Island Grouper.

Esplorando queste coste, si incontrano spot che a volte ti concedono giusto 2 o 3 lanci prima di mostrarti davvero con chi hai a che fare. Onde a ritmo costante di 1-2 metri, improvvisamente vengono intervallate da una serie di onde che possiedono piu’ del doppio della potenza e dell’altezza!!

Ed anche se in alcuni casi, non distrarsi e’ davvero difficile…

E’ molto importante…Non dare MAI le spalle all’Oceano!!

Altra questione molto importante diventa, la praticabilita’ degli spot.  Spesso quelli piu’ attraenti, si trovano in posti inraggiungibili…o quasi…

Diventa quindi necessario disporre sempre di una attrezzatura consona a cio’ che ci si appresta ad affrontare, di buona qualita’, dato che molte volte l’equipaggiamento si rivelera’ fondamentale! In alcuni casi addirittura, in questo sport, potrebbe anche salvarci ”el culo”!!

Dai guanti alle funi, occhiali e bandana per il sole, lampadine, un po di cibo, un litro d’acqua e sopratutto le scarpe da trekking, o meglio calzari da roccia in neoprene, che in caso di caduta in acqua, diventano determinanti per non ”affondare”…

Lo Spinning e’ una tecnica di pesca che presuppone, avventura, esplorazione, arrampicata, trekking, agenti atmosferici avversi e tutto cio’ a cui si puo’ applicare l’aggettivo di ”extreme”!  Una volta sui luoghi di pesca, poi vanno sfoderate le capacita’ proprie, quali estro, inventiva, scelte impulsive, forza psico-fisica, costanza ma sopratutto fantasia….FANTASIA, quella che ci permette di ipotizzare il passaggio di un wahoo a 40 metri dai nostri piedi e speranza…quella SPERANZA che lo stesso wahoo oda il sibilo, la vibrazione o il salto…che produce il nostro artificiale in acqua…

Spesso pero’ per mettere in pratica il tutto bisogna spingersi al limite e prendere secchiate d’acqua oceanica diventa quasi obbligatorio!

 

 

E quando scendono le tenebre, l’adrenalina raddoppia!! Botte nel buio…salti….scodate…tutto attorno a te, senza riuscire mai a capire di cosa si tratta…

 

 

 

La ricerca degli spot e’ una vera e propria esplorazione…e spesso richiede ore ed ore di cammino, lungo percorsi, che possono essere effettuati, solo con le dovute precauzioni (antizecche, creme solari, litri d’acqua), ed adeguati rifornimenti di cibo, calcolando anche la durata degli spostamenti, in relazione alle ore di luce disponibili…

       

 

A meno che non si abbia la fortuna di incontrare una grotta ”di ultima generazione”…

…O non si abbia a disposizione il numero di cellulare del mio amico ”Bear” chiedendogli in tempo reale se alcune creature siano o meno commestibili… 

Lo Spinning in generale e’ una tecnica che, per la difficolta’ che richiede, specialmente in questi luoghi cosi’ ostili all’essere umano, e’ da effettuarsi necessariamente almeno in due.  Meglio se con una guida del posto che conosce ogni singola pietra dove e’ possibile mettere un piede senza rischiare troppo…

 

…dicevamo dello spinning estremo…

Tanta adrenalina…forse anche troppa…
CONTINUAAAA…..